Gravidanza

32° settimana di gravidanza

La gravidanza è un’avventura! Ti spieghiamo cosa succede al tuo corpo e a quello del bambino settimana dopo settimana. Leggi qui: la trentiduesima settimana.

Il vostro bebè è notevolmente aumentato di peso e pesa ora circa 1800 g. A causa della riduzione dello spazio a sua disposizione, i suoi movimenti sono diventati più lenti, perciò si succhia spesso il pollice, soprattutto quello sinistro, e fa delle smorfie anziché prendervi a pugni o a calci. Anche il suo singhiozzo si è fatto più forte. Per tante donne, le contrazioni ritmiche che possono scuotere la pancia durante tutta la gravidanza sono molto sgradevoli. Sono invece molto importanti per il bebè per esercitarsi nella respirazione.

Consiglio: Tenete d’occhio i movimenti del vostro bebè!

Non inquietatevi se ora non percepite spesso i movimenti del vostro bimbo o se li sentite più deboli rispetto a prima. Questo succede perché lo spazio nel grembo materno si è notevolmente ridotto e le fasi di sonno del bebè sono diventate più lunghe. Tuttavia dovreste comunque sentire i suoi movimenti ogni giorno. Considerando che, nel frattempo, avete sviluppato una buona sensibilità nei confronti del nascituro, vi sarà certo facile seguire i suoi periodi di movimento. Se però non li doveste avvertire per più di un giorno e vi sentite molto inquiete, contattate il vostro ginecologo o la vostra ostetrica.

La vostra pancia sta diventando sempre più pesante e protende in avanti. Gli ormoni della gravidanza rilassano legamenti e tendini e di conseguenza in molte donne incinte si presenta automaticamente il problema della lordosi. Per proteggervi la schiena ed evitare i dolori dorsali, dovreste tenere sempre le gambe allargate a una distanza corrispondente alla larghezza delle anche e il bacino leggermente rialzato in avanti. 
L’utero preme con tutto il suo peso sempre più fortemente sulla vescica aumentando lo stimolo della minzione o provocando perdite incontrollate d’urina. Ciononostante, dovete continuare a bere sufficientemente. Avvertite in questo periodo contrazioni simili alle doglie? Sono soprattutto un avvertimento per indurvi a riposare maggiormente.

Consiglio: Concedetevi il giusto riposo
Adesso ascoltate il vostro corpo e rallentate il vostro ritmo. Voi stesse vi accorgerete che, la sera, dopo una giornata particolarmente attiva, le contrazioni sono molto più numerose. Il vostro corpo vi segnala che dovete diminuire qualcosa, soprattutto verso la fine della gravidanza. Se adesso avvertite una contrazione, dovete sdraiarvi e rimanere tranquille, respirare profondamente e rilassarvi. Il senso di tensione che avvertite nella pancia sparirà rapidamente. Cercate di risparmiarvi tante cose in questo ultimo mese di gravidanza! Molte cose possono benissimo aspettare fino a dopo il parto o possono essere sbrigate con l’aiuto di amici e parenti. La gravidanza non è una malattia, è però uno stato eccezionale che richiede determinate attenzioni per garantire il vostro benessere e quello del bambino. 

Dolori muscolari provocati dai legamenti dell’utero
I legamenti muscolari che sostengono l’utero all’interno del bacino e lo mantengono al loro posto provocano in molte donne maggiori fastidi alla fine della gravidanza. Anche se riuscite a sopportare il peso sempre più elevato del bimbo e i suoi forti movimenti – non dovete preoccuparvi al riguardo – i dolori all’inguine non sono affatto piacevoli. Possono essere paragonati a quelli provocati da una distorsione o un indolenzimento muscolare. Anche i movimenti bruschi possono infiammare i legamenti. Se vi muovete e sedete in modo corretto, riuscirete a contrastare i dolori provocati dalle tensioni muscolari. Pregate il vostro compagno di massaggiarvi i punti dolorosi. Anche un bagno caldo può lenire i legamenti e i muscoli infiammati. Prestate attenzione al vostro corpo: se oltre ai dolori muscolari sopravvengono emorragie, febbre o diarrea, rivolgetevi al vostro ginecologo.

Test per l’epatite B

In questa settimana, viene eseguito un test per l’epatite B (itterizia). Questo test ha lo scopo di scoprire se la donna incinta è già venuta in contatto con il virus dell’epatite, magari anche inconsapevolmente e, in caso positivo, di sottoporla ad una adeguata terapia già prima del parto. Durante la gravidanza, il virus non costituisce un rischio per il nascituro. Lo diventa al momento del parto perché in quel momento la malattia può contagiare il bambino e provocare gravi danni di salute. 

Visite ginecologiche più ravvicinate

Da questo momento dovrete sottoporvi ogni due settimane a una visita ginecologica. Alcuni ginecologi prevedono anche, nel caso di gravidanze a rischio, un controllo con CardioTocoGrafia (CTG) e/o un doppio esame ecografico.

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Foto: Getty Images

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