Escursione

Museo d'Arte di Appenzello

Informazioni utili

Orari d’apertura

Per saperne di più
Indicato per

7-12, 13-17, 18+

Prezzi

Adulti: Fr. 9.-
Bambini: Fr. 6.-

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Fermata trasporti pubblici più vicina

Appenzell

Nell’accogliente località di Appenzello, un monolite argentato sorprende i visitatori con le sue opere: è il recente museo d’arte "Kunstmuseum Appenzell", che espone opere moderne e contemporanee.

Concepito dagli architetti Gigon e Guyer come un monolite argentato, il museo custodisce la collezione di Heinrich e Myriam Gebert ed espone opere dei pittori di Appenzello Carl August e Carl Walter Liner. Qui vengono inoltre ospitate specifiche mostre tematiche incentrate sull’arte del XX e del XXI secolo e organizzate esposizioni sulla collezione propria.

Infrastruttura

An diesem Ort sind folgende Infrastrukturen vorhanden.
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Come arrivare

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Orari d’apertura

Lunedì
Chiuso
Martedì
10:00-12.00+14:00-17.00 (01.04.-31.10.); 14:00-17:00 (01.11.-31.03.)
Mercoledì
10:00-12.00+14:00-17.00 (01.04.-31.10.); 14:00-17:00 (01.11.-31.03.)
Giovedì
10:00-12.00+14:00-17.00 (01.04.-31.10.); 14:00-17:00 (01.11.-31.03.)
Venerdì
10:00-12.00+14:00-17.00 (01.04.-31.10.); 14:00-17:00 (01.11.-31.03.)
Sabato
11:00-17.00 (01.04.-31.10.); 14:00-17:00 (01.11.-31.03.)
Domenica
11:00-17.00 (01.04.-31.10.); 14:00-17:00 (01.11.-31.03.)

Contatto

Indirizzo

Kunstmuseum Appenzell
Unterrainstrasse 5
9050 Appenzell

Telefono

+41 71 788 18 00

La correttezza delle informazioni di cui sopra non può essere garantita.

La pittura realistica e impressionista di Carl August Liner (1871–1946) e le opere astratte ed espressive di Carl Walter Liner (1914–1997) formano, insieme all’architettura, l’essenza del museo, in cui trovano spazio sia la pittura paesaggistica sviluppatasi ad Appenzello che l’arte sperimentale d'avanguardia.

Il museo, fondato da Heinrich Gebert e aperto nel 1998, è tra gli incunaboli dell’architettura museale del XX secolo. Il sistema di esposizione delle sale alla luce naturale tramite frontoni di diversa altezza e ampiezza determina la tipica "forma a zig zag" della volumetria, che richiama da una parte i contigui tetti a capanna dei paesi del Canton Appenzello e dall’altra, con le forme regolari della copertura a denti di sega, gli edifici industriali e agricoli.

La collezione della fondazione culturale di Heinrich Gebert comprende oltre 1000 dipinti, disegni, acquerelli e guazzi di Carl August Liner e Carl Walter Liner, ai quali si aggiungono oltre 200 opere di artisti della modernità classica e dell’arte contemporanea. I centri focali della collezione sono la pittura e la scultura.

Con la donazione di oltre 1000 opere di Liner padre e figlio da parte di Heinrich Gebert, Katharina Liner e altri nel 1998, il museo ha ricevuto anche un generoso lascito di capolavori della modernità classica e dell’arte contemporanea, un regalo che il mecenate Heinrich Gebert e la moglie Myriam Gebert hanno continuato ad arricchire di ulteriori legati dalla loro collezione privata. Oggi la collezione del museo comprende più di cento opere dell’avanguardia svizzera e internazionale.
Insieme a gioielli della modernità, tra cui si annoverano capolavori di Piet Mondrian, Alexander Calder, Hans Arp e Ernst Ludwig Kirchner, troviamo le opere di alcuni dei protagonisti dell'arte moderna del dopoguerra, come ad esempio Antoni Tàpies, Ernst Wilhelm Nay, Eduardo Chillida, Frank Stella, Pierre Alechinsky, Theodoros Stamos, Willi Baumeister, Matias Spescha, Gottfried Honegger, Erwin Rehmann e Hugo Weber. Questo “compendio di storia dell'arte” prosegue con artisti contemporanei svizzeri e tedeschi quali Kerim Seiler, Dominik Stauch, Margret Eicher, Stefan Steiner, Stefan Inauen, Robert B. Käppeli e Beat Zoderer.

I percorsi intersettoriali creano un ponte tra le diverse aree - come arte moderna e contemporanea, musica classica e letteratura - e i visitatori. L’obiettivo è trasmettere i contenuti in modo educativo e diretto ai più svariati individui e gruppi. Lo spazio atelier offre l’occasione di tradurre direttamente quanto si è vissuto e appreso in una creazione propria.

Foto: Kunstmuseum Appenzell

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